Di Redazione

Il Consiglio superiore della magistratura del Marocco ha deplorato “la distorsione dei dati relativi ai processi in corso nei tribunali del paese e l’avvio di campagne mediatiche volte a trasmettere all’opinione pubblica dati errati o monchi, nonché l’uso in malafede della riservatezza delle indagini giudiziarie presentando informazioni contrarie alla verità dei casi dinanzi ai tribunali”. In reazione a un comunicato stampa di Amnesty International dal titolo “Azione urgente per il rilascio del giornalista Omar Radi”, il Consiglio ha affermato che ciò avrebbe danneggiato la reputazione della magistratura e indebolito la fiducia nelle sue decisioni, invitando “Amnesty International” a astenersi dall’interferire nelle sue decisioni e verdetti. Il Consiglio ribadisce, in un comunicato stampa, che rimarrà determinato a adempiere al proprio dovere costituzionale di tutelare l’indipendenza della magistratura e di preservarla da ogni interferenza nelle sue decisioni, esortando i magistrati a concentrarsi sulla loro indipendenza e a non cedere alle influenze che potrebbero subire. Il Consiglio sottolinea che la dichiarazione pubblicata dalla Ong, attraverso la quale lancia un appello internazionale a fare pressione sulle autorità marocchine per ottenere il rilascio di questo giornalista, contiene diverse accuse di attacchi all’indipendenza della giustizia, chiedendo l’interferenza del governo sulle sue decisioni.