Di Redazione

Il Coordinatore nazionale della Rete delle Associazioni della Comunità Marocchina in Italia (RACMI), Yassine Belkassem, è intervenuto in una nota per rispondere alla diplomazia algerina sulla situazione nella zona di Guergarat. “Con questo contributo di pace vorrei confutare una parte della propaganda algerina sul ripristino della sicurezza e della circolazione stradale avvenuto il 13 novembre a Guergarat tra Marocco e Mauritania e altre informazioni errate e poco diplomatiche che Algeria divulga sul Marocco – si legge in una nota – Certamente i fatti Guergarat erano estremamente gravi ma Algeri intendeva nascondere all’opinione pubblica internazionale la verità della situazione in questa zona che ha portato il Marocco ad intervenire pacificamente. Nessuno può nascondere che gli autori del banditismo che hanno bloccato per oltre due settimane la strada internazionale che collega Marocco alla Mauritania sono arrivati proprio dall’Algeria il paese che arma queste milizie del Polisario ma chiede purtroppo aiuti umanitari internazionali dal mondo per la popolazione sequestrata nei suoi campi di Tindouf”. Si legge nel documento, discusso e approvato dalle associazioni marocchine in Italia, che “il Marocco ha fatto il suo dovere ripristinando la circolazione stradale internazionale pacificamente, senza contatto con le bande. Al posto di attaccare il Marocco, sarebbe meglio che le autorità algerine e il loro corpo diplomatico assumersi la responsabilità di tutto ciò che accaduto a Guergarat nel lasciare la partenza delle bande per oltre 1500 km da Algeria per mettere i mercati di frutta e verdura in Mauritania e altri paesi africani in pericolo. Siccome la sua politica estera pretende di avere a cuore la popolazione dei campi di Tindouf, non sarebbe equo l’autorizzazione del censimento e la registrazione di questi esseri umani presso la HCR come raccomanda il Consiglio di sicurezza dell’Onu da anni?”.