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La Repubblica di Guinea-Bissau e del Burkina Faso aprono oggi un consolato generale a Dakhla, nel sud del Marocco. La cerimonia di inaugurazione di questi consolati saranno copresiedute dal ministro degli Affari esteri, della cooperazione africana e dei marocchini residenti all’estero, Nasser Bourita, e dalla sua controparte di entrambe i paesi africani. Quella della Si tratta della 5a e della 6a rappresentanza consolare inaugurate a Dakhla nel 2020, dopo che il consolato generale del Gambia, aperto il 7 gennaio, il consolato generale della Guinea, che ha iniziato ad offrire i suoi servizi il 17 dello stesso mese, il Consolato Generale della Repubblica di Gibuti ha aperto il 28 febbraio e il Consolato Generale della Repubblica di Liberia il 12 marzo.

Much of Mauritanian land is actually called Sahel, biogeographically speaking. Sahel means "shore" in Arabic. Effectively this land is the shore to the "sea" of the Sahara which is to the north east. As such the shore front does have some vegetation on it. Credit: Flickr/Ammar Hassan

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Il Segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha nuovamente ordinato al Polisario e le sue milizie a lasciare la zona cuscinetto di Guerguerat, al confine tra Marocco e Mauritania, e a non ostacolare il regolare traffico civile e commerciale in questa zona. “Ricordiamo che il regolare traffico civile e commerciale non deve essere ostacolato a Guerguerat e che non devono essere prese misure che potrebbero costituire un cambiamento dello status quo nella zona cuscinetto”, ha insistito Stephane Dujarric, il portavoce del Segretario generale delle Nazioni Unite, durante la sua conferenza stampa quotidiana a New York. Il portavoce deplora che i membri della missione Onu Minurso abbiano notato questo mercoledì che un gruppo composto da “50 individui”, a Guerguerat e che “stavano ostacolando il traffico nella regione”.

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Non c’è alternativa all’accordo politico di Skhirate “per risolvere la crisi libica”. Lo ha dichiarato ieri sera a Rabat il ministro degli Affari esteri, della cooperazione africana e dei marocchini residenti all’estero, Nasser Bourita, sottolineando che questo accordo costituisce un parametro di riferimento. “L’accordo di Skhirate è una base che non può essere esclusa nella ricerca di una qualsiasi soluzione alla crisi libica”, ha insistito Bourita in una dichiarazione alla stampa dopo i colloqui con il presidente dell’Alto Consiglio di Stato libico, Khalid Al Mishri. Il ministro ha anche sottolineato che questo accordo conferisce legittimità alle istituzioni e a tutte le componenti del dialogo e deve rimanere un riferimento nel contesto di tutti gli sviluppi di questo fascicolo e delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell’Onu. Il re del Marocco, Mohammed VI, “sostiene tutti gli sforzi e le iniziative dei libici per raggiungere una soluzione che garantisca alla Libia la sua unità nazionale e la sua sovranità e che consenta di evitare interferenze straniere”, ha affermato Bourita.

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I residenti dei campi di Lahmada, vicino a Tindouf, nel sud dell’Algeria, hanno denunciato che lunedì sera, due giovani saharawi sono stati uccisi dai soldati algerini mentre si trovavano in fondo a una cava usata per l’estrazione dell’oro, non lontano dai campi profughi. Secondo le immagini trasmesse da alcuni siti di oppositori del Fronte Polisario, le due vittime si trovavano su una grande miniera d’oro a cielo aperto, dove si trovava una quantità di attrezzature, tra cui un generatore. Ciò dimostra che l’attività non era clandestina e che i soldati algerini non potevano ignorare una presenza umana nelle trincee. I due giovani infatti sono morti arsi vivi dopo che i militari hanno dato fuoco alla miniera per porre fine alle attività di estrazione d’oro considerata illegale. L’autorizzazione alle prospezioni aurifere viene rilasciato solo ad alcuni alti funzionari della formazione armata e si teme che l’uccisione dei due giovani possa rientrare in una resa dei conti per il controllo delle miniere d’oro. È la commissione per i diritti umani di “Sahrawis pour la paix”, movimento dissidente, ad annunciare per prima questo crimine dopo essere stato allertato dalle sue fonti nel cosiddetto campo di “Dakhla”, da dove provengono le due vittime. Tuttavia, questo campo, completamente circondato dalle milizie del Polisario e dall’esercito algerino, è noto per essere quello dei duri oppositori, i cui abitanti sono per lo più favorevoli a un ritorno in Marocco.
Le due vittime uccise sono state identificate come Mha ould Hamdi ould Soueilem (Reguibat) e Alioune Al Idrissi (Brabiche).

Fonte: https://fr.le360.ma/politique/barbarie-dans-les-camps-de-tindouf-deux-sahraouis-brules-vifs-par-larmee-algerienne-225546

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Le autorità algerine avrebbero incoraggiato il gruppo armato di Mokhtar Belmokhtar a compiere attacchi armati nella regione del Sahara marocchino. E’ quanto è emerso da estratti dal rapporto del 2013 della Direzione generale per la sicurezza esterna francese che hanno rivelato che l’Algeria aveva incoraggiato il gruppo Belmokhtar a compiere attacchi contro gli interessi marocchini nella regione. Tre settimane prima delle elezioni presidenziali del 3 novembre, Donald Trump ha appena lanciato una delle sue ultime carte nella battaglia elettorale. Il Dipartimento di Stato ha risposto alla sua ingiunzione, espressa giovedì 8 ottobre, di pubblicare le e-mail di Hillary Clinton scambiate su un server privato mentre era a capo della diplomazia Usa durante il primo mandato di Barack Obama, e mostra una mail riguardante il Marocco, datata 18 gennaio 2013, da un certo “Sid” indirizzata alla Clinton. Il suo contenuto riassume un rapporto della Direzione generale della sicurezza esterna della Repubblica francese sui gruppi terroristici operanti nel Sahel, pubblicato in seguito al rapimento, nell’aprile 2012, del console algerino a Gao (Mali nord-orientale) così come di sei membri della sua missione diplomatica.
Fonte: https://linformation.ma/politique/lorsque-alger-encourageait-le-groupe-belmokhtar-a-mener-des-attaques-au-sahara-occidental-rapport-us/45238

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Il re del Marocco, Mohammed VI, ha lanciato un piano di ripresa economica per far uscire il suo Paese dalla crisi provocata dalla pandemia da coronavirus. Il piano è stato annunciato oggi in occasione di un discorso al Parlamento dal Palazzo Reale di Rabat in occasione dell’apertura della prima sessione del 5 ° anno legislatura della 10a legislatura. “Quest’anno richiede un impegno raddoppiato da parte vostra: spetterà a voi completare il vostro mandato e fare il punto sull’azione che sottoporrete agli elettori”, ha affermato il capo di Stato marocchino rivolgendosi ai deputati. “Come sapete, questa crisi ha conseguenze sanitarie, economiche, sociali e psicologiche persistenti – ha spiegato – In queste condizioni, per preservare la salute e la sicurezza dei cittadini, è essenziale dare prova di una vigilanza ostinata e di un impegno risoluto fornendo al settore sanitario un sostegno incrollabile. È importante lavorare, allo stesso tempo, per stimolare l’attività economica e rafforzare la protezione sociale”. Questa crisi “ha rivelato una serie di disfunzioni, deficit e ha avuto un impatto negativo sull’economia nazionale e sull’occupazione. Ecco perché abbiamo lanciato un ambizioso piano di ripresa economica e un importante progetto di copertura sociale universale. Abbiamo anche sottolineato l’imperativo di applicare le regole del buon governo e la necessità di riformare gli istituti del settore pubblico. È probabile che questi progetti su larga scala arginino gli effetti della crisi e promuovano l’attuazione ottimale del modello di sviluppo che chiediamo”. Questo piano proposto oggi, mira a sostenere i settori produttivi, in particolare il tessuto delle piccole e medie imprese: mira a potenziare la loro capacità di investire, creare posti di lavoro e preservare le fonti di reddito.

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Il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale italiano, Luigi Di Maio, ha incontrato il 7 ottobre alla Farnesina il ministro degli Affari Esteri del Regno del Marocco, Nasser Bourita. I due Ministri hanno discusso di temi regionali, in particolare Libia e il dialogo inter-libico di Bouznika, e di cooperazione internazionale. Sul piano bilaterale, i due Ministri hanno passato in rassegna le principali aree di collaborazione e si sono soffermati in particolare sui rapporti economico-commerciali. L’Italia ha ribadito la sua posizione, accogliendo con favore gli sforzi seri e credibili compiuti dal Marocco in vista della risoluzione della disputa regionale del Sahara. “L’Italia ribadisce la sua posizione espressa nel documento del Partenariato Strategico Multidimensionale firmato a Rabat il 11 novembre 2019”, si legge nel comunicato Congiunto reso pubblico al termine della visita ufficiale effettuata a Roma dal ministro degli Affari Esteri, della Cooperazione africana e dei Marocchini residenti all’estero, Nasser Bourita su invito del suo omologo italiano Luigi Di Maio. L’Italia, nella Dichiarazione di partenariato strategico pluridimensionale firmata a Rabat nel novembre 2019, aveva salutato “gli sforzi seri e credibili compiuti dal Marocco” in vista della risoluzione del conflitto regionale. L’Italia ha inoltre preso atto dell’Iniziativa di Autonomia presentata dal Marocco l’11 aprile 2007. In tale dichiarazione, Roma aveva inoltre riaffermato il suo sostegno “agli sforzi del Segretario generale dell’Onu per proseguire il processo politico volto a pervenire a una soluzione politica, giusta, realistica, pragmatica, sostenibile e reciprocamente accettabile” che si basa sul “compromesso in linea con le risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, in particolare la risoluzione 2494 del 30 ottobre 2019”.

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Il Marocco e le Nazioni Unite (Onu) hanno firmato, ieri in videoconferenza, un Accordo di sede per l’istituzione in Marocco dell’Ufficio del programma per la lotta al terrorismo e l’addestramento in Africa dell’UNOCT, (Ufficio antiterrorismo delle Nazioni Unite). Firmato dal Ministro degli Affari Esteri, della Cooperazione Africana e dei Marocchini che vivono all’estero, Nasser Bourita, e dal Vice Segretario Generale delle Nazioni Unite per la lotta al terrorismo, Vladimir Voronkov, questo centro riflette l’ambizione di unire gli sforzi per affrontare le sfide legate alla crescente minaccia terroristica in Africa negli ultimi anni. Questo ufficio, il primo del suo genere in Africa, mira a “rafforzare la capacità degli Stati membri sviluppando programmi nazionali di formazione nella lotta al terrorismo”, ha detto Bourita, che ha parlato a margine della cerimonia della firma.

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Il dialogo inter-libico di Bouznika, il cui secondo round di colloqui è in corso in Marocco, contribuirà al rilancio generale del processo politico libico. Lo ha affermato l’inviato delle Nazioni Unite in Libia, Stephanie Williams. Durante una conferenza stampa in video conferenza a New York in seguito alla sua partecipazione a una riunione ministeriale ad alto livello sulla Libia co-organizzata dalle Nazioni Unite, la Williams ha ricordato che il dialogo inter-libico di Bouznika riunisce le delegazioni delle Nazioni Unite, dell’Alto Consiglio di Stato libico e della Camera dei rappresentanti per “concordare le competenze delle sette posizioni sovrane ai sensi dell’articolo 15 dell’accordo politico libico” concluso a Skhirat nel dicembre 2015. L’inviato delle Nazioni Unite ha affermato che il dialogo di Bouznika, che si tiene “in consultazione” con la missione di sostegno delle Nazioni Unite in Libia (Unsmil), “aiuta anche a costruire la fiducia tra queste due istituzioni”, vale a dire l’Alto Consiglio di Stato e la Camera dei Rappresentanti. “Questa è una buona cosa per il rilancio generale del processo politico” in Libia, ha detto Williams.

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La delegazione della Camera dei rappresentanti e quella dell’Alto Consiglio di Stato libico che stanno partecipando al secondo turno delle sessioni di dialogo inter-libico, convocate lunedì a Bouznika, “hann ottenuto risultati positivi”. Nel suo intervento a nome delle due delegazioni, durante una conferenza stampa al termine di una sessione di questo secondo turno, Driss Omran, della Camera dei rappresentanti libica, ha espresso i ringraziamenti delle due delegazioni alle parti internazionali coinvolte nel processo di Berlino e partecipando all’incontro sulla Libia a margine dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per gli sforzi compiuti per sviluppare una visione globale in grado di porre fine alla crisi libica. Ha ricordato, allo stesso tempo, i precedenti impegni delle parti internazionali, in particolare i paragrafi 37 e 38 delle conclusioni della conferenza di Berlino 1, invitandole a sostenere il processo Bouznika che ha ottenuto “risultati positivi”. Le due delegazioni hanno affermato durante questa conferenza stampa, alla quale hanno partecipato il Ministro degli Affari Esteri, della Cooperazione Africana e dei Marocchini residenti all’estero Nasser Bourita e un rappresentante delle Nazioni Unite in Marocco, che le riunioni del il dialogo ospitato dal Marocco “si sono svolte in un clima positivo e di uno spirito ottimista che hanno permesso di unificare visioni sui criteri relativi alle sette posizioni di sovranità in Libia”. Omran ha ribadito i suoi ringraziamenti al Regno del Marocco, Re, governo e popolo, per la disposizione permanente e l’impegno a facilitare per anni il dialogo inter-libico nelle sue diverse fasi, lavorando per garantire tutte le condizioni adeguate e favorevoli per riunire i libici e riunire le opinioni per raggiungere un consenso capace di trovare soluzioni che permettano l’unificazione delle istituzioni sovrane.