Di Redazione

Il Segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, ha ordinato al gruppo sahrawi del Polisario di non ostacolare il regolare traffico civile e commerciale nella zona cuscinetto di Guerguerat, al confine tra Marocco e Mauritania. Le Nazioni Unite sono “consapevoli degli appelli” del Polisario e dei suoi detenuti per “nuove manifestazioni” a Guerguerat volte a ostacolare il traffico civile e commerciale, ha detto Farhan Haq, portavoce vice capo delle Nazioni Unite, in un comunicato alla stampa. “Il regolare traffico civile e commerciale non deve essere ostacolato e non devono essere prese misure che potrebbero costituire un’alterazione dello status quo della zona cuscinetto” di Guerguerat, ha detto il portavoce. Ha anche ribadito l’appello dell’Onu per “la massima moderazione e per sciogliere ogni tensione” a Guerguerat, aggiungendo che la missione Minurso “sta monitorando la situazione” nella regione.

Di Redazione

La polizia spagnola ha avviato un indagine nei confronti di Mounir Benjelloun Al-Andalusi, presidente della Federazione delle organizzazioni religiose islamiche in Spagna considerata una delle figure di spicco della formazione islamica marocchina di Giustizia e Carità (al Adl wa al Ihsan) considerata fuori legge in Marocco. La polizia spagnola ha accusato l’esponente islamico di incitamento all’immigrazione illegale, violazione del diritto del lavoro spagnolo e omissione di dichiarazione di lavoratori alla previdenza sociale, tutte violazioni e crimini punibili ai sensi della legge spagnola. La stessa fonte ha riferito che la Polizia Municipale di Guilas nella regione di Mursia, nel sud-est della Spagna, ha aperto un’indagine giudiziaria nei confronti dell’Andalusi dopo che hanno condotto una perquisizione a sorpresa di una società nella sua proprietà che stava costruendo una moschea nella regione, portando le autorità locali a scoprire una serie di violazioni legali. Prima fra queste è il lavoro clandestino di immigrati marocchini, senza contratti di lavoro, oltre a alla privazione dei loro diritti legali, astenendosi dal dichiararli all’istituto di previdenza sociale.

Di Redazione

Il Marocco è stato ufficialmente eletto, ieri a Vienna, presidente della 64a Conferenza Generale dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (Aiea), l’organo supremo di governo di questo organo delle Nazioni Unite. Il Marocco ha aderito per la prima volta, e per acclamazione unanime, a questo incarico nella persona dell’Ambasciatore, rappresentante permanente del Regno presso le organizzazioni internazionali a Vienna, Azzeddine Farhane. In un discorso, il diplomatico marocchino ha espresso la sua gratitudine ai membri del gruppo africano per il sostegno unanime alla sua candidatura, e il suo ringraziamento agli Stati membri dell’Aiea per la sua elezione alla presidenza della 64a Conferenza Generale del l’agenzia. L’ambasciatore ha notato che questa sessione si sta svolgendo in un ambiente globale difficile e in un contesto internazionale particolare a causa della pandemia Covid-19, che ha costretto la comunità internazionale a rivedere i suoi piani e le priorità ea chiarire i suoi obiettivi. Tornando ai risultati dell’Aiea in Africa, ha indicato che l’Agenzia sostiene progetti di cooperazione tecnica in 45 paesi africani, concentrandosi in particolare sul sostegno di progetti nazionali e regionali nei settori dell’alimentazione e dell’agricoltura.

Di Redazione

Il Consiglio superiore della magistratura del Marocco ha deplorato “la distorsione dei dati relativi ai processi in corso nei tribunali del paese e l’avvio di campagne mediatiche volte a trasmettere all’opinione pubblica dati errati o monchi, nonché l’uso in malafede della riservatezza delle indagini giudiziarie presentando informazioni contrarie alla verità dei casi dinanzi ai tribunali”. In reazione a un comunicato stampa di Amnesty International dal titolo “Azione urgente per il rilascio del giornalista Omar Radi”, il Consiglio ha affermato che ciò avrebbe danneggiato la reputazione della magistratura e indebolito la fiducia nelle sue decisioni, invitando “Amnesty International” a astenersi dall’interferire nelle sue decisioni e verdetti. Il Consiglio ribadisce, in un comunicato stampa, che rimarrà determinato a adempiere al proprio dovere costituzionale di tutelare l’indipendenza della magistratura e di preservarla da ogni interferenza nelle sue decisioni, esortando i magistrati a concentrarsi sulla loro indipendenza e a non cedere alle influenze che potrebbero subire. Il Consiglio sottolinea che la dichiarazione pubblicata dalla Ong, attraverso la quale lancia un appello internazionale a fare pressione sulle autorità marocchine per ottenere il rilascio di questo giornalista, contiene diverse accuse di attacchi all’indipendenza della giustizia, chiedendo l’interferenza del governo sulle sue decisioni.

Di Redazione

L’aumento della povertà e la pandemia spingono i giovani a emigrare

Si registra un boom di partenze da parte dei migranti illegali dall’Algeria verso la Spagna. Il giornalista spagnolo Ignacio Cembrero ha denunciato in un reportage dal titolo: “Partiamo tutti, gli algerini in fuga verso la Spagna”, “l’accelerazione dell’emigrazione algerina nelle ultime settimane tramite barche a motore estremamente veloci, illustrando così la “profonda crisi della società e la rabbia della gioventù”. Nel reportage, pubblicato dal sito francese “Orientxxi.info”, è stata posta l’enfasi sul commento dell’analista algerino Raouf Farrah, del centro di ricerca “Global Initiative Against Transnational Organized Crime”, il quale ha affermato che “si registra un aumento dell’emigrazione irregolare spiegata dal crescente impoverimento, dalla gestione caotica della pandemia, dai vincoli individuali e collettivi, dal sentimento di ingiustizia e umiliazione, soprattutto tra i giovani”. Mai prima d’ora lo schermo del Sistema Integrato di Vigilanza Esterna (Sistema Integrado de Vigilancia Exterior, SIVE), della rete di radar marittimi del Ministero dell’Interno spagnolo che serve a rilevare l’immigrazione irregolare, è stato così sovraccarico come in questo caso. In un giorno più di trenta piccole imbarcazioni, partendo quasi contemporaneamente dalle coste algerine, sono salpate verso le coste di Murcia, Alicante e Almería in Spagna. In tutto, in un fine settimana, più di 800 harraga (clandestini) dall’Algeria sono sbarcati in Spagna.

Di Redazione

Cinque mesi dopo la fondazione del movimento “Sahrawis for Peace”, che si muove all’interno della comunità saharawi di Tinduf, nel sud dell’Algeria, il suo ufficio stampa ha denunciato di aver subito abusi e restrizioni da parte del ‘Polisario’. Si legge in una nota che “Sahrawis for Peace condanna l’avvio di una massiccia campagna per bloccare i siti web del movimento, in suolo algerino e nei campi profughi. Si cerca di scoraggiarli dall’accesso ai siti web del movimento e limitare la diffusione e l’impegno politico e mediatico con esso, in flagrante violazione del diritto di accesso alle informazioni”. Il movimento condanna le pratiche di censura su Internet e sui siti di comunicazione del movimento nei campi profughi “poiché la pratica del blocco limita la capacità degli utenti di Internet di accedere alle informazioni e vedere il nuovo movimento il gran numero di impegni e il continuo sostegno popolare”.

Fonte: https://saharauisporlapaz.com/%D8%A7%D9%84%D8%A8%D9%88%D9%84%D9%8A%D8%B3%D8%A7%D8%B1%D9%8A%D9%88-%D8%AA%D8%AD%D8%AC%D8%A8-%D8%A7%D9%84%D9%85%D9%88%D8%A7%D9%82%D8%B9-%D8%A7%D9%84%D8%A7%D9%84%D9%83%D8%AA%D8%B1%D9%86%D9%8A%D8%A9/

Di Redazione

Il ministro degli Esteri, della Cooperazione Africana e dei marocchini residenti all’estero, Nasser Bourita ha sottolineato, ieri a Bouznika, che la dinamica positiva trovata recentemente nel dossier libico, in particolare dopo il cessate il fuoco e la presentazione di iniziative da parte delle controparti libiche, può preparare il terreno verso una soluzione alla crisi libica. Intervenendo in apertura del dialogo libico tra le delegazioni dell’Alto Consiglio di Stato libico e del Parlamento di Tobruk, Bourita ha insistito sul fatto che una soluzione alla crisi libica poggia su tre principi fondamentali: il patriottismo libico; la convinzione che la soluzione non può essere che politica e la fiducia nelle capacità dell’Alto Consiglio di Stato e della Camera dei rappresentanti libica, in quanto istituzioni legittime capaci di superare le prove e di avviare un dialogo per la Libia e nell’interesse del paese, con tutta responsabilità e capacità di superare le difficoltà circostanziali. Il ministro ha affermato che il Marocco ha sempre lavorato con l’Onu e sotto la sua guida sulla questione libica e che il Regno continuerà a seguire questo approccio in futuro, come sottolineato durante la visita a Rabat della rappresentante speciale e capo della Missione di Sostegno delle Nazioni Unite in Libia (Unsmil) ad interim, rappresentante speciale aggiunto del Segretario generale, Stephanie Williams. “L’approccio del Regno marocchino, così come definito dal re Mohammed VI, vuole che il dossier libico non sia una questione diplomatica o che sia oggetto di controversie politiche, ma piuttosto un dossier che rientra nel destino di un paese magrebino fratello, con il quale intratteniamo una fraternità sincera e la cui stabilità e sicurezza ci riguardano”, ha aggiunto Bourita.

Le delegazioni dell’Alto Consiglio di Stato libico e del Parlamento di Tobruk hanno accolto con favore, ieri a Bouznika, la volontà del Marocco e la sua preoccupazione di trovare una soluzione alla crisi libica. In un comunicato alla stampa al termine della prima giornata del dialogo politico libico, le due delegazioni hanno anche espresso la loro sincera ambizione di raggiungere un consenso che porti la Libia fuori dalla crisi e ponga fine alle sofferenze del popolo libico. Nella nota si elogia “la sincera volontà e la sollecitudine del Regno di creare un clima fraterno adeguato aiutando trovare una soluzione alla crisi libica, al fine di raggiungere un consenso idoneo a raggiungere la stabilità politica ed economica della Libia e che allevierà le sofferenze del popolo libico e consentirà di andare verso la costruzione di una stato forte e stabile”.

Di Redazione

Si terrà oggi a Bouznika, nel nord del Marocco, la prima sessione di dialogo tra la delegazione della Camera dei rappresentanti di Tobruk – in rappresentanza del potere della Cirenaica – e una delegazione dell’Alto consiglio di Stato libico di Tripoli. Lo riferisce il sito informativo libico “Al Wasat”, citando una fonte diplomatica libica. La sessione inizierà alle 15 alla presenza del ministro degli Esteri marocchino, Nasser Bourita, e dell’inviato speciale della Camera dei rappresentanti per il Maghreb arabo, Abdel Majid Seif al Nasr, secondo la fonte. Le parti discuteranno delle loro posizioni sovrane e del consenso per trovare una soluzione alla crisi libica, ha aggiunto la fonte. Il Marocco è riuscito a riunire le parti libiche dopo un lungo periodo di blocco del processo politico. L’incontro tra la delegazione della Camera dei Rappresentanti e quella dell’Alto consiglio di Stato rientra nel quadro della visione della Missione Onu in Libia (Unsmil) e non costituisce un’iniziativa parallela al processo in corso con le riunioni di Ginevra .Le delagazioni sono giunte in Marocco ieri, 5 settembre. La delegazione della Camera dei Rappresentanti è formata da Essam Al-Jehani, Youssef Al-Aqouri, Misbah Douma, Adel Mahfouz e Idris Omran, mentre la delegazione del Consiglio di Stato include Fawzi Al-Oqab, Ali Al-Shuwai, Abdelsalam Al-Safrani e Muahammad Naji. Il 17 dicembre 2015 in Marocco era stato concluso l’accordo di Skirat che ha dato vita al Governo di accordo nazionale di Tripoli. Lo scorso 21 agosto il presidente della Camera dei rappresentanti di Tobruk (l’organo legislativo della Libia eletto nel 2014 che si riunisce in Cirenaica), Aguila Saleh, e il presidente del Consiglio presidenziale del Governo di accordo nazionale (Gna) della Libia, Fayez al Sarraj, hanno diffuso due comunicati distinti per chiedere l’immediata cessazione delle ostilità e la riattivazione della produzione petrolifera e a far uscire dal paese “forze straniere e mercenarie”.

Di Redazione

Il re del Marocco, Mohammed VI, ha tenuto ieri sera un colloquio telefonico con il presidente cinese, Xi Jinping. Secondo quanto riferisce una nota della casa reale di Rabat, il colloquio si inserisce nelle relazioni amichevoli tra i due Paesi, rafforzate dalla Dichiarazione Congiunta sul Partenariato Strategico, firmata dai due capi di Stato a Pechino nel Maggio 2016. La conversazione telefonica si è concentrata sullo sviluppo delle relazioni bilaterali in tutti i campi, in particolare il dialogo politico, la cooperazione economica e gli scambi culturali. Mohammed VI e Xi Jinping hanno anche discusso della partnership tra i due paesi nella lotta contro il Covid-19.

Di Redazione

Il rappresentante speciale e capo della missione Sostegno delle Nazioni Unite in Libia (UNSMIL) ad interim, Vice rappresentante speciale del Segretario generale, Stéphanie Williams, ha tenuto oggi un colloquio con il ministro degli Esteri del Marocco, Nasser Bourita. Secondo quanto si legge in una nota dell’agenzia di stampa del Marocco (Map), in una conferenza stampa al termine dei suoi colloqui Williams ha voluto ringraziare il Regno del Marocco, nonché il re Mohammed VI, per il suo costante e continuo sostegno agli sforzi delle Nazioni Unite in Libia. “I libici sono molto felici di sapere che sono in Marocco perché sono consapevoli che il Regno ha una storia formidabile nel sostenere i processi delle Nazioni Unite, soprattutto perché il Marocco è la culla dell’accordo politico Skhirat”, ha osservato la Williams. “Sono molto grata per le consultazioni che ho avuto con Bourita e sono fiduciosa nella possibilità di lavorare insieme per costruire questo dialogo inclusivo e questa storia libica”, ha aggiunto.