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L’Organizzazione Italo-Marocchina per i Diritti Umani in Italia ha lanciato un appello in cui più di 100 influenti personalità italiane del mondo della politica, dell’economia e dell’arte, hanno espresso il loro sostegno alla Posizione del Marocco sulla questione del Sahara. Queste personalità, tra cui parlamentari, senatori, presidi e professori universitari, ricercatori, ingegneri, sindacalisti, oltre ad associazioni della società civile, attori nel campo dello sport, specialisti nel settore bancario e imprenditori, hanno espresso il loro “sostegno alla causa nazionale e la loro convinzione riguardo al carattere marocchino del Sahara”. L’appello fornisce “un resoconto della storia della marcia pacifica del Marocco nel Sahara. L’appello ha anche messo in luce le false accuse che il Polisario usa per fuorviare l’opinione pubblica al fine di ottenere aiuti umanitari. L’appello saluta anche i colossali sforzi compiuti dallo Stato marocchino nella lotta al terrorismo e alle reti del traffico di armi e di esseri umani”, si legge in una nota. Per quanto riguarda la situazione a El Guerguarat, queste personalità hanno sottolineato che “le azioni del Polisario costituiscono una provocazione nei confronti dell’Onu e della comunità internazionale. Questi atti irresponsabili hanno messo a nudo il gioco e il ruolo oscuro dell’Algeria nella strumentalizzazione del Polisario che usa come un burattino, diceva l’appello. Queste personalità hanno anche elogiato l’approccio del Marocco, che ha permesso di mettere in sicurezza l’area, accogliendo favorevolmente la moderazione mostrata dal Regno e il suo rispetto per le convenzioni internazionali. Hanno anche insistito sull’importanza della proposta pertinente e ponderata che consiste nell’attuare una regionalizzazione avanzata e lavorare per lo sviluppo delle province meridionali fornendo loro le infrastrutture necessarie e creando posti di lavoro”.

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La Repubblica di Haiti, ha dichiarato in un tweet pubblicato questa sera, di aver seguito da vicino la situazione a El Guergarat, nel sud del Marocco al confine con la Mauritania, sottolineando di “sostenere al Regno e la sua integrità territoriale”. La Repubblica di Haiti ha accolto con favore “l’intervento pacifico per garantire la libera circolazione di persone e merci e chiede il rispetto delle risoluzioni delle Nazioni Unite per trovare una soluzione politica a questo conflitto regionale”.

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Il Coordinatore nazionale della Rete delle Associazioni della Comunità Marocchina in Italia (RACMI), Yassine Belkassem, è intervenuto in una nota per rispondere alla diplomazia algerina sulla situazione nella zona di Guergarat. “Con questo contributo di pace vorrei confutare una parte della propaganda algerina sul ripristino della sicurezza e della circolazione stradale avvenuto il 13 novembre a Guergarat tra Marocco e Mauritania e altre informazioni errate e poco diplomatiche che Algeria divulga sul Marocco – si legge in una nota – Certamente i fatti Guergarat erano estremamente gravi ma Algeri intendeva nascondere all’opinione pubblica internazionale la verità della situazione in questa zona che ha portato il Marocco ad intervenire pacificamente. Nessuno può nascondere che gli autori del banditismo che hanno bloccato per oltre due settimane la strada internazionale che collega Marocco alla Mauritania sono arrivati proprio dall’Algeria il paese che arma queste milizie del Polisario ma chiede purtroppo aiuti umanitari internazionali dal mondo per la popolazione sequestrata nei suoi campi di Tindouf”. Si legge nel documento, discusso e approvato dalle associazioni marocchine in Italia, che “il Marocco ha fatto il suo dovere ripristinando la circolazione stradale internazionale pacificamente, senza contatto con le bande. Al posto di attaccare il Marocco, sarebbe meglio che le autorità algerine e il loro corpo diplomatico assumersi la responsabilità di tutto ciò che accaduto a Guergarat nel lasciare la partenza delle bande per oltre 1500 km da Algeria per mettere i mercati di frutta e verdura in Mauritania e altri paesi africani in pericolo. Siccome la sua politica estera pretende di avere a cuore la popolazione dei campi di Tindouf, non sarebbe equo l’autorizzazione del censimento e la registrazione di questi esseri umani presso la HCR come raccomanda il Consiglio di sicurezza dell’Onu da anni?”.

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Marocco unico paese stabile della regione

L’Algeria è parte del conflitto in corso per la regione del Sahara essendo il principale sponsor del Polisario. E’ quanto stabilito dalla risoluzione 2548 del Consiglio di Sicurezza dell’Onu che ha riaffermato la “consacrazione del processo delle tavole rotonde” e ha incoraggiato “la ripresa delle consultazioni tra il prossimo Inviato personale” del segretario generale Onu e le parti interessate e principali a questa disputa regionale, vale a dire il Marocco, l’Algeria, la Mauritania e il gruppo Polisario. In questo modo viene smentito quanto affermato dai rappresentanti di Algeri tramite interviste alla stampa. I circa 65 militanti del Polisario che per 20 giorni hanno bloccato il traffico presso il valico di Guerguerat, tra Marocco e Mauritania, sono partiti e sono rientrati dai campi profughi di Tinduf che si trovano in Algeria. A conferma del fatto che si tratta di militari mascherati da civili, questi militanti hanno per prima cosa visitato la scuola militare del Polisario che in questi giorni sta reclutati i giovani diseredati del Sahara per attaccare il Marocco, considerato a livello internazionale bastione di stabilità nella regione. La crisi di Guerguerat è scoppiata per una violazione del diritti internazionale da parte di chi ha bloccato il traffico commerciale tra Marocco e Mauritania colpendo in particolare l’economia dei paesi dell’Africa occidentale, come Senegal e Mali oltre che di Nouakchott, i quali importano i cibi freschi come verdura e frutta quasi unicamente dal Marocco. Nei giorni precedenti all’intervento pacifico del Marocco infatti i commercianti mauritani hanno protestato per la mancanza di rifornimenti nei mercati. E’ di questo infatti che il re del Marocco, Mohammed VI, ha discusso ieri in un colloquio telefonico con il presidente mauritano Ould el Ghazouani, il quale ha chiesto di rafforzare la cooperazione economica tra le parti. Il Marocco inoltre ha ben risposto alla crisi da Covid-19 mantenendo basso il livello dei contagi e avviando una campagna di vaccinazione avendo già acquistato le dosi di un vaccino prodotto da una società cinese. Diversa è la situazione in Algeria dove non sono resi noti i dati ufficiali dei contagi e dove non è stato ancora approntato un piano di vaccinazione. E’ evidente che il crollo del prezzo del petrolio, il boom del fenomeno dei migranti clandestini che sbarcano sulle coste italiane e spagnole e le proteste del movimento Hirak, oltre il cattivo stato di salute del presidente algerino, Abdel Majid Tebboune, hanno contribuito ad una crisi dell’economia senza precedenti. Nel Sahara marocchino invece proseguono senza sosta gli investimenti economici al punto che sono 19 i consolati dei paesi arabi e africani ad aver aperto a Dakhla e Laayoune in vista dell’arrivo di nuovi investitori e progetti finanziari così come la Giordania ha annunciato l’arrivo dei suoi diplomatici dopo quelli degli Emirati Arabi Uniti. Il timore inoltre è che l’Algeria, in virtù della sua crisi economica, possa scegliere il conflitto armato nella regione. Non a caso la scorsa settimana ha testato un missile balistico di fabbricazione russa lanciando segnali che destabilizzano la regione.

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Il Polisario “è coinvolto nel traffico di armi, persone e droga e costituisce quindi una vera minaccia alla sicurezza nella regione del Sahel”. Lo ha sottolineato l’ex premier francese Manuel. Valls, ospite di una trasmissione del canale televisivo spagnolo “Antena3 ″. L’ex premier francese ha definito “irresponsabili” le posizioni di Podemos, partito di minoranza nel governo di coalizione spagnola, riguardo al Sahara marocchino e ai separatisti, “Sapendo che il Polisario è coinvolto nel traffico di armi, esseri umani e droga nella regione del Sahel”. “Non dobbiamo cantare dietro le quinte”, ha avvertito Valls, invitando il governo spagnolo a “essere responsabile e all’altezza delle sfide che il paese e l’Europa devono affrontare”. L’ex primo ministro francese ha anche affermato che il Marocco è un importante alleato per l’Europa. “Il Marocco è un alleato essenziale nella lotta al terrorismo e al jihadismo, che costituisce una grande sfida per l’Europa”, ha osservato. “Abbiamo migliaia di persone radicalizzate nei nostri Paesi, per questo abbiamo bisogno della collaborazione dei Paesi africani, e più in particolare del Marocco”, ha insistito.

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Il re del Marocco, Mohammed VI, ha tenuto oggi un colloquio telefonico con il presidente mauritano, Mohamed Ould Cheikh El Ghazouani. Secondo quanto si legge in una nota della casa reale di Rabat, “i due Capi di Stato hanno espresso la loro grande soddisfazione per il rapido sviluppo della cooperazione bilaterale, nonché la grande volontà di consolidarla e portarla ad un livello tale da consentire l’approfondimento di questa collaborazione tra i due paesi confinanti, ampliando le sue prospettive e diversificando i suoi campi”.
Questa telefonata è stata anche un’occasione durante la quale i due Capi di Stato hanno affrontato gli ultimi sviluppi regionali.
In questa occasione il re del Marocco ha espresso la sua disponibilità a fare una visita ufficiale nella Repubblica Islamica di Mauritania, estendendo allo stesso tempo l’invito al Presidente mauritano a visitare il suo Paese.

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La Giordania aprirà un consolato nella città di Laayoune, diventando il secondo paese arabo non africano ad aprire una propria rappresentanza nella città del sud del Marocco. Lo ha annunciato lo stesso re giordano Abdullah II nel corso di una telefonata tenuta ieri con il re del Marocco, Mohammed VI. Secondo quanto si legge in una nota del gabinetto reale di Rabat “nel corso della telefonata Abdullah II Ibn Al Hussein ha accolto con favore le decisioni prese per garantire la circolazione di persone e merci nella regione di Guerguerat nel Sahara marocchino. Si è inoltre congratulato per il successo di questa operazione e per la riapertura del passaggio alla circolazione sicura di persone e merci dal Regno del Marocco verso i paesi dell’Africa subsahariana”. In questa occasione, Abdullah II ha espresso il desiderio del Regno Hascemita di Giordania di aprire un Consolato Generale nella città marocchina di Laâyoune. La definizione delle disposizioni necessarie a tal fine sarà coordinata dai ministeri degli esteri dei due paesi.

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L’Unione africana (Ua) ha avviato un’indagine interna per corruzione. Lo riporta il settimanale “Jeune Afrique”. Il meccanismo dell’organismo panafricano di peer review è al centro di un’indagine interna. Alcuni dipendenti hanno ingaggiato un braccio di ferro con i loro leader, accusati, tra le altre cose, di nepotismo, favoritismo o corruzione. E’ stato un documento di 26 pagine, che “Jeune Afrique” ha potuto consultare, che ha acceso la polvere. Scritto a luglio dai dipendenti dell’African Peer Review Mechanism (APRM), una struttura che dipende dall’Unione africana, descrive in dettaglio le accuse di “cattiva governance, corruzione, nepotismo, favoritismo […], minacce, ricatti, intimidazioni e licenziamenti arbitrari ”all’interno dell’organizzazione con sede a Johannesburg, in Sud Africa. “L’APRM dovrebbe essere in prima linea nella promozione dei valori dell’Unione Africana come rispetto, lealtà, integrità, imparzialità, trasparenza, responsabilità, efficienza e professionalità. Tuttavia, il suo segretariato continentale sembra andare nella direzione completamente opposta”, si legge.

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Il presidente del Parlamento panafricano (PAP), Roger Nkodo Dang, ha indirizzato una lettera ai ministri degli esteri dell’Unione africana per richiamare la loro attenzione sulle manovre del 3° vicepresidente del PAP, Jamal Bouras, che vabbo palesemente contro gli interessi del Regno del Marocco. “Gli abusi autoritari del terzo vicepresidente algerino del PAP, Jamal Bouras, che funge da presidente senza rotazione, hanno creato una grave crisi istituzionale e funzionale all’interno del Parlamento panafricano”, scrive Dang nella sua lettera. Il presidente ha sottolineato che tutte le decisioni e dichiarazioni prese in questo contesto o azioni al di fuori di quanto previsto dai testi in vigore, non possono essere considerate riflettenti la posizione del PAP o dei suoi organi legittimi. Il Parlamento non ha tenuto una singola sessione, il che è contrario alla disposizione dell’articolo 28, paragrafo 1, che stabilisce che il PAP tiene almeno due sessioni ordinarie durante un periodo di dodici mesi, ha precisato il signor Nkodo. Dang, chiedendo ai ministri degli esteri dell’AU di intervenire immediatamente. Il mandato del presidente Roger Nkodo Dang, eletto al Parlamento panafricano il 10 maggio 2018 per un periodo di tre anni, è stato momentaneamente sospeso a causa delle elezioni legislative, tenutesi nel suo paese a febbraio, si legge nella lettera, notando che Nkodo Dang doveva riprendere le sue funzioni durante la sessione di maggio.

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Il Re Mohammed VI del Marocco ha avuto ieri sera un colloquio telefonico con il Segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, “riguardo gli ultimi sviluppi della questione nazionale, in particolare la situazione nella zona di Guergarate nel Sahara”. E’ quanto si legge in una nota diffusa da Rabat. Nel corso del colloquio il re ha sottolineato che, “dopo il fallimento di tutti i lodevoli tentativi del Segretario generale dell’Onu, il Regno del Marocco si è assunto le proprie responsabilità nell’ambito del suo diritto legittimo e che non è la prima volta che le milizie del Polisario si dedicano ad azioni inaccettabili. Il Marocco ha ripristinato la situazione, risolto definitivamente il problema e la fluidità del traffico tra Marocco e Mauritania”. Il sovrano marocchino ha precisato che “continuerà ad adottare le misure necessarie per garantire l’ordine e garantire una circolazione sicura e fluida di persone e beni in questa zona al confine tra il Regno e la Repubblica Islamica di Mauritania”, riaffermando a Guterres il rispetto del Marocco al cessate-il-fuoco.